COMMUNITY LAND TRUST

Il Community Land Trust (CLT) è un meccanismo giuridico pensato per la gestione partecipata degli spazi urbani. Nato negli Stati Uniti, il CLT si è presto diffuso anche in altri paesi, tra i quali Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, e Belgio.

Esso nasce soprattutto quale strumento volto ad individuare una soluzione all'emergenza abitativa e ai fenomeni di gentrification che sempre più colpiscono le nostre città, contrapponendo alle logiche speculative un modello gestorio aperto, flessibile, sostenibile e di lungo periodo.

Le più recenti esperienze di prassi e alcuni nuovi studi stanno peraltro immaginando di sganciare il CLT dal solo abitativo, per costruire paradigmi analoghi (o comunque ispirati ai medesimi principi) in relazione a beni comuni urbani in cui l'elemento dell'abitazione sia assente o comunque non preponderante.

 

In generale un CLT si configura quale insieme di differenti istituti giuridici volti al perseguimento dei seguenti obiettivi:

 

  1. Socializzazione della rendita fondiaria → la rendita fondiaria, cioè il plusvalore che l'immobile acquisisce in virtù di investimenti privati e pubblici sull'immobile stesso e sull'area circostante, non deve essere incamerata dal solo proprietario, ma socializzata e reinvestita nella riqualificazione del territorio.

  2. Governo partecipato del territorio (solitamente un quartiere) → il CLT implementa una serie di meccanismi istituzionali che permettono a tutti gli stakeholders di un determinato bene di partecipare, attraverso deliberazioni democratiche, alle scelte relative al suo governo ed alla sua gestione.

  3. Accesso e fruizione collettiva → il bene o i beni oggetto di CLT sono aperti alla fruizione collettiva. Nel CLT il concetto di esclusione (tipico della proprietà privata) cede il passo a più articolate forme di godimento fondate sull'accesso (proprio dei beni comuni). Ciò non implica un accesso incontrollato e privo di regole, quanto piuttosto che la fruizione del bene resti aperta, in via comunitaria, a tutti coloro che ne rappresentano la “collettività di riferimento”.

  4. Vincoli di lungo periodo e sostenibilità → il CLT adotta speciali strumenti giuridici che vincolano i) in via perpetua il bene ad una specifica destinazione (abitazione sociale, teatro, orto ecc.) ii) l'amministrazione del bene al rispetto dei principi del CLT (partecipazione, fruizione collettiva, giustizia intergenerazionale, sostenibilità ambientale ecc.).

 

 

Al di là dei singoli istituti giuridici a cui si ricorre per implementare il modello (talvolta anche molto diversi tra loro, a seconda del contesto) pare che su molti punti il CLT (o comunque un paradigma di governo ad esso ispirato) possa tornare utile all'esperienza degli orti urbani e di Cascina GAPS.

 

Ciò infatti permetterebbe:

 

  • di trarre in via permanente risorse da reinvestire nel progetto, redistribuendo l'aumento di valore dell'immobile determinato dall'installazione dell'orto;

  • di garantire (ma anche regolare) la fruizione collettiva di ogni orto;

  • di garantire, sul lungo periodo, la destinazione del bene;

  • di specificare regole partecipate per la gestione del bene